Non è un mistero: questa era senza dubbio una delle categorie che più mi interessavano di questo Premio Andersen. Nell’ultimo anno sto approfondendo, anche a livello teorico, l’albo illustrato ed ero ansiosa di conoscere i tre candidati di questa ambita categoria. Anche in questo caso i tre volumi candidati sono molto diversi uno dall’altro per target, ambientazione e mood. Ammetto, però, che qui ho un albo preferito, un candidato per il quale faccio il tifo …

L’albo illustrato è quel volume nel quale testo e immagine collaborano in maniera armonica e riescono a creare un qualcosa di unico: un perfetto equilibrio tra detto e non detto, tra parola e immagine. Spesso ci facciamo traviare dall’idea che, poiché si tratta di volumi illustrati il target debba forzatamente essere indirizzato a lettori piccoli, magari alle prime armi con la lettura. Nulla di più sbagliato: esistono albi illustrati per ogni età. Anzi, mi spingo oltre e affermo con convinzione che gli albi illustrati, quelli belli, ben scritti e ben illustrati, quelli di qualità, non hanno età. Veniamo ad ogni modo ai tre candidati finalisti per questa interessante categoria.

Un giorno d’estate – Koshiro Hata – Kira Kira

Non so perché ma il volume di Koshiro Hata, tradotto per l’Italia da Roberta Tiberi, mi ha ricordato il celeberrimo “A caccia dell’orso”. In comune i due albi hanno l’idea dell’avventura, la ricerca di un animale misterioso e il viaggio all’interno della natura. Molto diverse sono, però, le ambientazioni, le illustrazioni e anche la conclusione (di cui non vi dico nulla perché secondo me vale la pena di recuperarlo!).

E’ un vero e proprio viaggio esplorativo nella natura con grandi panorami e tanti suoni. Se dovessi scegliere tre parole per definire Un giorno d’estate direi scoperta, viaggio e crescita.

Le doppie pagine sembrano dei veri e propri quadri. Il tratto non è definito e attento al dettaglio, direi che l’illustrazione si concentra decisamente sull’effetto globale e riesce nella missione di trasmettere in maniera immediata ed istintiva le sensazione del viaggio avventuroso nella natura.

Se dovessimo cercare un target ideale per questo volume io lo identificherei già con i lettori-ascoltatori di due anni ma, come scrivevo sopra, rimane perfetto anche per lettori più grandi.

Francois Truffaut Il bambino che amava il cinema – Luca Tortolini e Viktoria Semykina – Kite

Per un candidato che ho apprezzato, uno invece che proprio non sono riuscita a comprendere. Va però detto che, quando si tratta di albi-biografie parto un pochino prevenuta. Di base sono contraria alle biografie illustrate di personaggi famosi che tendono ad abbassare troppo il target dei destinatari. Mi spiego meglio, visto che anche in questo caso la scelta editoriale mi lascia perplessa. Non riesco a capire il target al quale si rivolge questo albo. Vado oltre, perché parlare di Truffaut (per altro in maniera forzatamente semplicistica e semplificata) a bambini troppo piccoli per vederne le opere? A conferma di questa distanza tra il target immaginato e il personaggio raccontato c’è il fatto che, all’interno della storia, si citano le opere preferite di Truffaut ma senza inserire i titoli. Cito, ad esempio, “Nel secondo libro, un uomo, a causa di un complotto, veniva arrestato ingiustamente e imprigionato a vita, ma poi riusciva a evadere e a vendicarsi dei colpevoli”. Ora, un lettore adulto e minimamente competente di letteratura francese identifica con facilità la trame de Il Conte di Montecristo. Mi perplime, però, a questo punto la scelta di non inserire il nome dell’opera ma di lasciarne solo un banale riassunto. Cosa dovrebbero capire i bambini? Un altro esempio di questi riferimenti che contribuiscono alla mia confusione è “Fuori di casa faceva i quattrocento colpi. Esplorava le strade, i viali, le piazze della città” … Anche in questo caso, una citazione inserita un pò nascostamente in un testo che ammicca al lettore che già sa ma che non da nulla al lettore che invece non conosce ancora Truffaut.

Devo però ammettere che graficamente ho apprezzato molto il volume sia per lo stile, che per il taglio che per la gamma cromatica delle illustrazioni. Ci sono tavole bellissime e molto complesse. Forse sarebbe valsa la pena di alzare il target, implementare i contenuti del testo e rendere giustizia alla storia, al personaggio e alle illustrazioni.

La prima neve – Elham Asadi e Sylvie Bello – Topipittori

Signore e Signori ecco il candidato che ha rubato il mio cuore!

Il formato di questo albo illustrato è decisamente Maxi: un volume impegnativo per le sue dimensioni che però danno tutto l’agio necessario al dipanarsi quasi incantato delle illustrazioni e della storia. Aprire il volume gigante de La Prima Neve e come tuffarsi dentro la storia e posso solo immaginare la sensazione che può provare un bambino davanti a delle doppie pagine così ampie e ricche di atmosfere quasi magiche.

Il tratto grafico è delicato e delicati sono anche i toni scelti per le tavole che si presentano ricche e molto dettagliate. Il tono della storia è quello delle leggende persiane e ha il fascino della fiaba orientale.

Tra gli elementi che caratterizzano questa affascinante storia c’è la figura della nonna come raccontatrice di storie e custode di segreti e meraviglia, c’è la Natura, la scoperta e la curiosità bambina. E’ un albo dolce, intenso e unico.

Questo è davvero un albo perfetto per qualsiasi lettore e per ogni età capace di incantare con il tono mellifluo delle narrazioni eterne e con la delicatezza e il fascino delle sue illustrazioni.

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